Così parlo al cittadino

La città vista da una viterbese

Patrizia Notaristefano mentre parla

«Qui non parlo da assessora. Parlo da viterbese: ogni giorno leggo quello che succede in città e provo a dire come la vedo, con qualche idea concreta. Dimmi anche la tua: le idee migliori nascono parlandone insieme.»

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Sicurezza urbana24 settembre 2026

Viale Trento: sicurezza urbana e aggregazione sociale

Cosa è successo

Le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli su Viale Trento, utilizzando anche presidi mobili. Allo stesso tempo, lo svolgimento di recenti manifestazioni sportive e culturali in strada ha dimostrato che la presenza attiva di famiglie e cittadini fa arretrare il degrado, spingendo i referenti di quartiere a chiedere una presenza istituzionale fissa.

Cosa ne pensa la città

Chi vive e lavora nel quartiere apprezza l'incremento dei controlli, ma sottolinea l'urgenza di un punto di riferimento stabile. C'è la profonda convinzione che il degrado si sconfigga non solo con la repressione, ma riportando quotidianamente nei luoghi difficili la socialità sana, i bambini e lo sport.

Come la vedo io

Buongiorno caro vicino. Riflettevo l'altro giorno passando per Viale Trento e vedendo i camper delle forze dell'ordine. È vero, c'è preoccupazione: chi vive e lavora in questa zona storica di Viterbo ha bisogno di sentirsi sereno ogni giorno. Lavorando in banca per trentacinque anni ho imparato che i veri bilanci sono fatti di persone e di investimenti quotidiani, non solo di cifre. Lo abbiamo visto chiaramente con i recenti eventi sportivi in strada: quando famiglie, bambini e associazioni riempiono i viali, il degrado si fa da parte da solo. Capisco bene chi chiede un punto di riferimento fisso per sentirsi sicuro. Ma nel frattempo, possiamo fare rete con ciò che abbiamo. Ci sono commercianti storici, i comitati di vicinato e tante associazioni culturali e sportive che già operano lì. Mettiamoli insieme per mantenere viva la via. La vera sicurezza nasce quando un luogo smette di essere solo una strada di passaggio e torna a essere una comunità viva, fatta di volti e relazioni quotidiane.

— Patty

Proposte

  1. 1Micro-eventi settimanali di quartiere — Sfruttare l'entusiasmo delle feste in strada per creare appuntamenti fissi e leggeri, come letture ad alta voce o dimostrazioni sportive, unendo le associazioni già presenti. Primo passo: prendere un caffè con i referenti del controllo di vicinato e le associazioni locali per buttare giù due idee realizzabili a costo zero.
  2. 2Negozi come 'sentinelle sociali' — Coinvolgere le attività commerciali di Viale Trento per renderle punti di ascolto e ritrovo per i residenti, ospitando bacheche con iniziative di quartiere. Primo passo: fare una passeggiata nella via e parlare con tre o quattro negozianti storici per capire la loro disponibilità.
Lavoro ed economia24 settembre 2026

Prodotti agroalimentari della Tuscia promossi in Trentino

Cosa è successo

L'Università della Tuscia e la Camera di Commercio di Rieti-Viterbo promuovono le eccellenze agroalimentari locali al Centro Studi Alpino in Trentino. L'iniziativa unisce un convegno scientifico sulla dieta mediterranea a degustazioni di prodotti con marchio collettivo Tuscia Viterbese.

Cosa ne pensa la città

La notizia è riportata con toni positivi e di valorizzazione del territorio. Emerge un diffuso interesse e un senso di orgoglio nel vedere le eccellenze gastronomiche locali esportate e apprezzate in contesti accademici e interregionali.

Come la vedo io

Buongiorno vicino! Leggevo che i nostri prodotti a marchio 'Tuscia Viterbese' saranno protagonisti in Trentino grazie all'Università della Tuscia e alla Camera di Commercio. È una notizia che fa davvero piacere. Sappiamo tutti quanto siano preziose le nostre eccellenze, ma tra noi viterbesi capita spesso di dirci, magari con un pizzico di rammarico, che facciamo fatica a fare squadra per valorizzarci come meriteremmo. Nei miei 35 anni di lavoro in banca, guardando i numeri e i volti di chi guida le nostre piccole aziende agricole, ho imparato una cosa semplice: da soli si fa tanta fatica, ma mettendosi in rete si va lontano. Abbiamo già realtà solide: l'Università, il marchio camerale, i nostri fantastici produttori. Perché non rafforzare questa rete partendo proprio dalle nostre strade? Potremmo incoraggiare i commercianti del centro e le botteghe a creare percorsi di degustazione condivisi per i cittadini e i turisti, collaborando con le associazioni culturali per raccontare la storia di questi cibi. Basterebbe organizzare un primo caffè informale tra produttori e negozianti del quartiere per iniziare.

— Patty

Proposte

  1. 1Percorsi di degustazione diffusa nei quartieri — Incoraggiare botteghe e commercianti locali a fare rete per esporre e far assaggiare i prodotti del marchio Tuscia Viterbese. Il primo passo è organizzare un incontro informale tra produttori agricoli e negozianti per accordarsi su piccoli eventi condivisi.
  2. 2Racconto del territorio tramite le associazioni — Coinvolgere le associazioni culturali e le parrocchie per ospitare momenti di convivialità in cui si spiegano le origini e i benefici nutrizionali dei nostri prodotti tipici, replicando a livello locale il connubio tra cibo e conoscenza.
Turismo24 settembre 2026

Incontro ad Acquapendente: il cammino sulla Francigena tra GPS e paesaggio

Cosa è successo

Sabato 26 settembre ad Acquapendente si terrà un incontro al Museo della Città per discutere l'equilibrio tra l'uso del GPS e l'osservazione del paesaggio durante i cammini. Gli esperti Silvio Piorigo e Filippo Belisario spiegheranno come la tecnologia debba essere usata come rete di sicurezza, senza però sostituire il contatto diretto e consapevole con il territorio circostante.

Cosa ne pensa la città

Emerge una condivisa sensazione di malinconia e preoccupazione per la tendenza moderna a camminare con gli occhi incollati agli schermi. Si avverte la necessità, quasi romantica ma molto concreta, di riscoprire la lentezza e la bellezza autentica del viaggio, guardando la natura e l'architettura rurale anziché solo la traccia satellitare.

Come la vedo io

Leggendo di questo incontro ad Acquapendente sul rapporto tra GPS e cammini, sorrido pensando a quanti pellegrini vedo passare con gli occhi fissi sullo smartphone. È vero, come pensano in molti, c'è il rischio di perdersi la bellezza della nostra Tuscia, le chiese di campagna e i colori dei campi, solo per seguire una linea blu. In trentacinque anni di banca ho imparato che la tecnologia è uno strumento formidabile per la precisione, ma non ti racconta mai la storia che c'è dietro ai numeri. Lo stesso vale per il nostro territorio. La traccia satellitare è vitale per la sicurezza, ma il viaggio è un'altra cosa. Invece di giudicare i 'viandanti distratti', possiamo metterci in rete. Immagino le associazioni escursionistiche, le parrocchie e i commercianti lungo la Via Francigena uniti per valorizzare il percorso, senza demonizzare il digitale. Dobbiamo aiutare la tecnologia a convivere con l'anima dei nostri luoghi, offrendo a chi passa un motivo reale per alzare lo sguardo e innamorarsi della nostra terra.

— Patty

Proposte

  1. 1Segnaletica diffusa 'Alza lo Sguardo' — Coinvolgere associazioni ambientaliste e commercianti per posizionare lungo la Francigena piccoli e discreti inviti visivi che suggeriscano di guardare un particolare storico o naturale in quel punto. Il primo passo è organizzare un tavolo con le guide locali per individuare i primi cinque punti panoramici su cui testare l'idea.
  2. 2La Mappa Raccontata nei luoghi di sosta — Creare sinergia tra le parrocchie, le pro loco e i bar di paese per distribuire semplici mappe cartacee illustrate, ricche di aneddoti locali che il GPS non segnala. Il primo passo è raccogliere questi racconti tramite i volontari anziani dei paesi attraversati dal cammino.

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